Come ogni anno l’arrivo di settembre sigla la fine delle vacanze e il ritorno sui banchi di scuola. Le lezioni riprendono a pieno regime e i compiti tornano ad essere i protagonisti delle giornate di bambini e ragazzi.

Per alcuni bambini, riprendere ad andare a scuola, significa anche ricominciare a mangiare in mensa e questo non sempre viene preso con entusiasmo da molti di loro!

Ecco, in questo articolo vorrei proporti alcune riflessioni proprio riguardo alla ristorazione scolastica, spesso oggetto di critiche non solo da parte di bambini e ragazzi ma anche dei genitori.

Capita infatti non troppo raramente di sentire frasi del tipo: 

“mio figlio oggi non ha trovato nulla che gli piacesse”

“propongono pasti non adatti ai bambini”

“se proponessero più spesso il prosciutto cotto i bambini apprezzerebbero di più”

“mio figlio ha dovuto mangiare anche il pane per saziarsi”

“i legumi non piacciono ai bambini”

Quanto c’è di vero in queste affermazioni?

Tutti sappiamo quanto sia importante per la nostra salute avere un’alimentazione sana ed equilibrata, essenziale tra l’altro nella prevenzione di vari tipi di patologie cronico-degenerative come diabete, malattie cardiovascolari, obesità, osteoporosi.. 

A questo proposito, la ristorazione scolastica può svolgere un ruolo davvero rilevante: fin dall’infanzia i bimbi possono iniziare a conoscere e adottare abitudini alimentari corrette che poi per loro saranno utili anche da grandi. 

La ristorazione scolastica quindi non si limita al semplice soddisfacimento dei fabbisogni nutrizionali durante l’orario scolastico ma è anche un importante e continuo momento di educazione e promozione della salute, diretto ai bambini, ma che coinvolge anche i loro genitori.

Proprio per garantire al meglio quanto ti ho appena spiegato, devi sapere che nella gestione della ristorazione scolastica, per quel che riguarda la parte nutrizionale, intervengono dietisti o nutrizionisti. Il loro compito è quello di garantire un pasto sicuro dal punto di vista dell’igiene degli alimenti, gradevole, accettato dagli utenti, oltre che completo e bilanciato dal punto di vista nutrizionale. 

Dietisti e nutrizionisti, nella redazione dei menù, fanno riferimento a delle linee guida, scritte da gruppi di lavoro specifici composti da professionisti ed esperti del settore. Le linee di indirizzo nazionali fanno riferimento al Ministero della Salute, mentre le singole regioni possono anche decidere di emanare delle linee guida proprie.

Che cosa prevedono queste linee di indirizzo?

Questi documenti invitano a uno stile alimentare equilibrato, secondo i principi della Dieta Mediterranea (quindi ricca in cereali, verdura e frutta di stagione e povera di grassi saturi), che rispetti le necessità nutrizionali dei bambini al fine di mantenere un buono stato di salute e un accrescimento adeguato.

In generale il pranzo viene composto da primo piatto, secondo piatto, contorno, pane e frutta (o dessert). A questo proposito, le linee guida suggeriscono una graduale introduzione del piatto unico, tipico della tradizione alimentare mediterranea. 

Proprio riguardo al piatto unico molto spesso giungono delle critiche da parte dei genitori, preoccupati che possa non essere sufficiente per i loro figli. In realtà si tratta di piatti completi dal punto di vista nutrizionale, che equivalgono né più né meno a mangiare primo e secondo piatto. 

Le grammature dei vari alimenti vengono calcolate sulla base dei fabbisogni energetici e di nutrienti delle diverse fasce di età, facendo riferimento ai LARN (Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia per la popolazione italiana).

Le frequenze di consumo dei vari alimenti vengono invece stabilite facendo riferimento alle Linee Guida per una Sana Alimentazione, che prevedono di alternare carne, pesce, uova, formaggi e legumi.

..e anche sui legumi sorgono spesso dei malumori! Un pasto viene visto “incompleto” se il secondo piatto prevede che ci siano i legumi. Oppure i legumi vengono considerati non idonei da offrire nelle mense scolastiche perché poco apprezzati dai bambini.. ma cosa c’è di vero?

Iniziamo col dire che i legumi possono essere considerati a tutti gli effetti dei secondi piatti perché sono una fonte di proteine di tipo vegetale, per cui possono tranquillamente essere un’alternativa a carne e pesce. Il fatto che siano poco apprezzati, probabilmente deriva dal fatto che i bambini (a parte poche eccezioni) non sono abituati neanche a casa a mangiarli, per cui tendono a non accettarli nemmeno a scuola. Quindi questo succede magari non perché effettivamente non piacciono, ma perché sono qualcosa che è fuori dalle loro abitudini. Se fossero presenti di più nei pasti a casa, probabilmente li apprezzerebbero anche a scuola!

L’inserimento dei legumi, del piatto unico e la varietà delle proposte nei menù della ristorazione scolastica vanno visti quindi nell’ottica di un arricchimento del modello alimentare del bambino con nuovi sapori, gusti ed esperienze alimentari, con preparazioni anche diverse da quelle che sono abituate a consumare a casa. A scuola i bambini imparano a stare a tavola, a mangiare ciò che hanno nel piatto senza sprechi e ad apprezzare sapori nuovi a volte inconsueti. Le eventuali difficoltà iniziali di alcuni bambini ad assumere un alimento mai consumato prima o un gusto che non gradisce al primo assaggio possono facilmente essere superate grazie alla collaborazione degli insegnanti e degli addetti al servizio, che sono adeguatamente formati per gestire serenamente anche queste situazioni.

Ricorda che un menù vario, oltre che far conoscere ai bambini alimenti e sapori diversi e nuovi, stimola anche la loro curiosità verso il cibo!

QUESTO ARTICOLO E’ STATO REALIZZATO IN COLLABORAZIONE CON LA DOTTORESSA ANNA ROSSO

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