Ti capita mai, di svegliarti il sabato mattina, con tutte le migliori intenzioni, andare al mercato, o da qualche agricoltore, e acquistare la migliore verdura e frutta , ma poi quei prodotti non vengono trasformati in un pasto , e cosa peggiore spesso finiscono nell’umido? Magari temporeggi con qualche scusa, per poi dire: ‘ E’ tardi, ordiniamo delivery’.

SAI PERCHE’ TI RACCONTO QUESTO?

La prima volta che ho parlato in call con Laura, mi sembrava la classica ‘donna in carriera’ anche un po’ stronza, quelle che lavorano solo loro, quelle che cambiano il mondo, che gestiscono progetti importanti, quelle che organizzano tutto e rispettano con una precisione maniacale, la loro to do list. Abbiamo parlato molto, le ho fatto molte domande, perché credimi, molto spesso, non è come sembra.

Laura disse: per me cucinare non è piacevole, è solamente un’altra cosa da fare, da aggiungere alla mia to do list. Spesso acquisto cibo già pronto, 5 minuti di microonde e la cena è pronta. La verità però disse , è che ho ritrovato un vecchio quaderno di quando avevo 15/16 anni, dove, ho annotato ricette e appunti di cucina, quindi un tempo ero anche interessata a questo argomento. Ma la cosa che più mi ha fatto riflettere, è vedere il rapporto che i miei figli hanno con il cibo, rivedo me con mia madre, e questo non lo voglio!

LA FRASE ESSENZIALE E’ QUESTA: CUCINARE E’ UN’ALTRA COSA CHE DEVO ‘FARE’

A prescindere dalla professione, il mondo è pieno di donne come Laura, di donne che vedono la cucina come un ambiente imposto, e non come un’ambiente dove essenzialmente possiamo ESSERE. La cucina può essere molte cose, come tutto. La cucina tiene i ricordi delle nostre nonne, mamme, le nostre storie, la nostra cultura, a volte anche il nostro dolore, il nostro desiderio, i nostri odori, suoni, la nostra rabbia, il nostro non essere abbastanza. Credo che la cucina abbia la capacità di tenerci esattamente dove siamo.

La vita frenetica di ogni giorno ci porta ad allontanarci spesso dalla connessione con noi stessi. Abbiamo però, allo stesso tempo la voglia e la necessità di rimanere connessi con il nostro corpo, di nutrirlo , di prenderci cura di lui. Cerchiamo ‘nutrimento’ sui social, spesso abbiamo cucine strepitose dove però non succede nulla. Abbiamo la possibilità di inventare la storia per i nostri figli, le nostre famiglie, possiamo inventare la cultura che vogliamo. Spesso ci nascondiamo dietro stereotipi, ci attacchiamo a determinate circostanze, ma possiamo cambiare!

COME?

Non ho pozioni magiche da darti, o consigliarti. Ma credo sia importante imparare a connetterci con noi stesse. Oggi pensavo che le nostre case, sono un po’ il nostro corpo, ci riparano, ci proteggono, ci nutrono, le nostre cucine sono il luogo che nutrono i nostri corpi, i nostri valori, il sangue che scorre nelle nostre vene.

Non ami cucinare, non ti devi vergognare per questo, ma prova a ri-connetterti con la cucina, puoi fare la storia della tua famiglia, puoi creare la tua storia, puoi scegliere cosa lasciare in eredità ai tuoi figli.

PUOI SCEGLIERE DI RENDERE LA CUCINA UN LUOGO DOVE ESSERE, E NON UN POSTO DOVE CI SONO COSE DA FARE.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.